BUONTEMPO (LA DESTRA) SU MURO DI BERLINO Segnala
“A costo zero è troppo facile partecipare oggi alla ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino da parte di esponenti della sinistra che hanno avuto ruoli importanti nel partito comunista italiano. Quanto meno avrebbero dovuto chiedere scusa agli italiani e recitare il mea culpa per averli ingannati per anni, in quanto, pur essendo a conoscenza dell’esistenza dei gulag, delle prigioni all’interno delle quali la dignità umana veniva calpestata e del fatto che interi popoli, oltre la cortina di ferro, non erano liberi, continuavano a indicare come modello da seguire il ‘paradiso sovietico’”. Lo dichiara il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo.
“In Italia – prosegue Buontempo - esisteva il maggiore partito comunista dell’Occidente, che condizionava l’intera politica del nostro Paese agli ordini di Mosca. Oggi, quegli esponenti, che rivestono ancora incarichi importanti nei partiti e nelle istituzioni, non mostrano alcun pentimento per aver seguito le direttive di quel Togliatti che ‘come cittadino sovietico si sentiva di essere migliore del migliore cittadino italiano’ e che, ben foraggiato dal Kgb, illudeva i nostri concittadini con ‘la via italiana al socialismo’”.
“Nella giornata odierna, inoltre – osserva il presidente de La Destra - si è stati costretti a riscontrare che in molti servizi radiotelevisivi, e anche su diversi quotidiani, si è ricordato l’abbattimento del muro senza rammentare che l’oppressione, le uccisioni e le persecuzioni nel mondo sotto l’orbita sovietica, venivano fatte in nome dell’aberrante ideologia comunista. E’ proprio il termine ‘comunista’ che si è tentato di nascondere con una omertà e una complicità vergognose. La caduta del muro significò la fine dell’efferata utopia totalitaria e mostrò il fallimento, anche dal punto di vista economico, del comunismo, che aveva causato centinaia di milioni di morti, non solo nell’Unione Sovietica – conclude Buontempo - ma anche in Cambogia e negli altri Paesi comunistizzati”.
mercoledì 11 novembre 2009
sabato 7 novembre 2009
BURLANDO SE NE FREGA DEL SETTORE ARDESIA
Articolo tratto dalla rete e pubblicato sul SECOLO XIX il 04/11/2009
La Regione, con la legge sul “Piano casa”, ha deluso le aspettative di un settore in crisi: e allora Assolapidei Liguria se ne ricorderà a marzo, al momento delle elezioni. Non corre il rischio di fraintendimenti la posizione assunta dai vertici dell’associazione dopo che in via Fieschi, a Genova, la scorsa settimana il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il testo della legge sulla casa. In cui però, nonostante le ripetute richieste fatte da Assolapidei in tal senso, «non ha trovato posto il rispetto del vincolo dell’utilizzo della pietra naturale ligure, l’ardesia, là dove già lo prescrive la norma, lasciando ampi varchi all’utilizzo di pietre non italiane o di ardogres».
Una “dimenticanza” che non ha certo fatto piacere a un settore in crisi, dove le aziende chiudono e i dipendenti restano senza lavoro. «In realtà la legge un minimo lo dà - attacca Sandro Demartini, presidente di Assolapidei Liguria - ma è insufficiente e non tiene conto che l’ardesia va usata dove già esiste e non sostituita». Il riferimento è alla possibilità di un aumento volumetrico del 5 per cento per chi utilizza l’ardesia ligure: «Ma è un incentivo da poco, irrisorio. Su un sottotetto, per esempio, non c’è poi un così grande volume da acquisire - ribadisce Demartini - Lo ripeto, non volevamo la luna, ma un po’ d’attenzione sì».
Così l’associazione, sentito anche il direttore, l’ingegner Danilo Rocca Bonini, ha firmato un comunicato dai toni decisamente duri. «Non si è voluto tutelare né l’ambiente, né il paesaggio, né l’occupazione della regione ligure. E certamente il misero 5 per cento d’aumento per coloro i quali desiderassero utilizzare l’ardesia ligure non può confortare il settore, né ritenere che questo sia stato considerato». E termina in maniera perentoria: «Ancora una volta i fatti non sono stati conseguenti alle promesse. Ne prendiamo atto e attendiamo la prossima primavera». Cioè le elezioni...
«Se i politici non si stimolano un po’, non se ne esce - conferma Demartini sorridendo - Si parlava di questa legge da una vita: poteva essere una boccata d’aria per un settore in crisi, invece è passata con queste modalità. Spero che siano ancora margini per rimediare, per cui un segnale andava dato: non ci sembra che si possa definire forte, ma chiaro sì. Per dire: attenzione, la misura è colma. Tutti parlano di dare aiuti alle aziende: noi non chiediamo tanto, non vogliamo soldi, magari difficili da reperire. Per noi una legge sul “Piano casa” giusta, sarebbe stata un aiuto vero, concreto. Avrebbe consentito al nostro settore di guardare con meno angoscia al futuro. Così non è stato e Assolapidei spera che le cose possano essere cambiate. Se così non sarà, la nostra posizione è chiara». Il sasso, nello stagno del voto, è stato lanciato. Manco dirlo, è un sasso di ardesia.
La Regione, con la legge sul “Piano casa”, ha deluso le aspettative di un settore in crisi: e allora Assolapidei Liguria se ne ricorderà a marzo, al momento delle elezioni. Non corre il rischio di fraintendimenti la posizione assunta dai vertici dell’associazione dopo che in via Fieschi, a Genova, la scorsa settimana il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il testo della legge sulla casa. In cui però, nonostante le ripetute richieste fatte da Assolapidei in tal senso, «non ha trovato posto il rispetto del vincolo dell’utilizzo della pietra naturale ligure, l’ardesia, là dove già lo prescrive la norma, lasciando ampi varchi all’utilizzo di pietre non italiane o di ardogres».
Una “dimenticanza” che non ha certo fatto piacere a un settore in crisi, dove le aziende chiudono e i dipendenti restano senza lavoro. «In realtà la legge un minimo lo dà - attacca Sandro Demartini, presidente di Assolapidei Liguria - ma è insufficiente e non tiene conto che l’ardesia va usata dove già esiste e non sostituita». Il riferimento è alla possibilità di un aumento volumetrico del 5 per cento per chi utilizza l’ardesia ligure: «Ma è un incentivo da poco, irrisorio. Su un sottotetto, per esempio, non c’è poi un così grande volume da acquisire - ribadisce Demartini - Lo ripeto, non volevamo la luna, ma un po’ d’attenzione sì».
Così l’associazione, sentito anche il direttore, l’ingegner Danilo Rocca Bonini, ha firmato un comunicato dai toni decisamente duri. «Non si è voluto tutelare né l’ambiente, né il paesaggio, né l’occupazione della regione ligure. E certamente il misero 5 per cento d’aumento per coloro i quali desiderassero utilizzare l’ardesia ligure non può confortare il settore, né ritenere che questo sia stato considerato». E termina in maniera perentoria: «Ancora una volta i fatti non sono stati conseguenti alle promesse. Ne prendiamo atto e attendiamo la prossima primavera». Cioè le elezioni...
«Se i politici non si stimolano un po’, non se ne esce - conferma Demartini sorridendo - Si parlava di questa legge da una vita: poteva essere una boccata d’aria per un settore in crisi, invece è passata con queste modalità. Spero che siano ancora margini per rimediare, per cui un segnale andava dato: non ci sembra che si possa definire forte, ma chiaro sì. Per dire: attenzione, la misura è colma. Tutti parlano di dare aiuti alle aziende: noi non chiediamo tanto, non vogliamo soldi, magari difficili da reperire. Per noi una legge sul “Piano casa” giusta, sarebbe stata un aiuto vero, concreto. Avrebbe consentito al nostro settore di guardare con meno angoscia al futuro. Così non è stato e Assolapidei spera che le cose possano essere cambiate. Se così non sarà, la nostra posizione è chiara». Il sasso, nello stagno del voto, è stato lanciato. Manco dirlo, è un sasso di ardesia.
venerdì 6 novembre 2009
COMUNICATO della Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi R.S.I.
Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi della R.S.I.
Delegazione Provinciale di Genova
C. P. 5261
16155 - Genova Pegli
“A egregie cose il forte animo accendono
l’urne dei forti... e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta”.
FOSCOLO - Dei Sepolcri –
Si Spiritus pro nobis, quis contra nos?
_____________________________
Domenica 8 novembre 2009
Cimitero Monumentale di Staglieno - Genova –
Sacrario dei Caduti della R. S. I.
ore 10,00 - Raduno dei partecipanti presso il monumento ai Caduti dell’Aeronautica
ore 10,30 - Corteo lungo i viali del Cimitero sino al Sacrario dei Caduti della R.S.I.
ore 11,00 - S. Messa commemorativa - (in caso di pioggia la Cerimonia si terrà nel gazebo retrostante il monumento ai caduti dell’Aeronautica)
Là dove, sotto gli occhi dei giudici,
il diritto è abbattuto dall'iniquità e la verità dalla menzogna,
ivi sono abbattuti i giudici stessi.
Yatra dharmo hy adharmena satyam yatrânrtena ca
hanyatepreksamânânam hatâs tatra sabhâsadah.
Manavadharmasastra (codice di leggi indiano), B 5060.
Pietro G. Oddone
Delegazione Provinciale di Genova
C. P. 5261
16155 - Genova Pegli
“A egregie cose il forte animo accendono
l’urne dei forti... e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta”.
FOSCOLO - Dei Sepolcri –
Si Spiritus pro nobis, quis contra nos?
_____________________________
Domenica 8 novembre 2009
Cimitero Monumentale di Staglieno - Genova –
Sacrario dei Caduti della R. S. I.
ore 10,00 - Raduno dei partecipanti presso il monumento ai Caduti dell’Aeronautica
ore 10,30 - Corteo lungo i viali del Cimitero sino al Sacrario dei Caduti della R.S.I.
ore 11,00 - S. Messa commemorativa - (in caso di pioggia la Cerimonia si terrà nel gazebo retrostante il monumento ai caduti dell’Aeronautica)
Là dove, sotto gli occhi dei giudici,
il diritto è abbattuto dall'iniquità e la verità dalla menzogna,
ivi sono abbattuti i giudici stessi.
Yatra dharmo hy adharmena satyam yatrânrtena ca
hanyatepreksamânânam hatâs tatra sabhâsadah.
Manavadharmasastra (codice di leggi indiano), B 5060.
Pietro G. Oddone
mercoledì 4 novembre 2009
IV NOVEMBRE : Festa della Vittoria
"Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.
La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.
L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Diaz "
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.
La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.
L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Diaz "
CROCEFISSO NELLE AULE DI SCUOLA
CORTE EUROPEA, MUSUMECI: IL NO AL CROCEFISSO E’ PERDITA DELLE NOSTRE RADICI
3 Novembre 2009
«La sentenza della Corte europea di Strasburgo conferma come l’Europa e l’Occidente abbiano perso l’orgoglio della propria identità.»
Lo dichiara Nello Musumeci, dirigente nazionale de La Destra, dopo la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di vietare il Crocefisso nelle aule scolastiche.
«Si fa finta di non capire che il Crocefisso, prima di essere un simbolo di fede, per noi europei e italiani costituisce una testimonianza di civiltà, la stessa della quale si sono nutriti per duemila anni i popoli del nostro Continente. Avere rispetto per le altre religioni, non vuol dire doversi vergognare della propria. Con questa sentenza, vince solo il laicismo dilagante, negazione di ogni cultura e fautore del devastante villaggio globale. Da parte nostra – conclude Musumeci – già da domani inizieremo la distribuzione di Crocefissi a quanti vorranno riaffermare il senso delle proprie radici.»
3 Novembre 2009
«La sentenza della Corte europea di Strasburgo conferma come l’Europa e l’Occidente abbiano perso l’orgoglio della propria identità.»
Lo dichiara Nello Musumeci, dirigente nazionale de La Destra, dopo la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di vietare il Crocefisso nelle aule scolastiche.
«Si fa finta di non capire che il Crocefisso, prima di essere un simbolo di fede, per noi europei e italiani costituisce una testimonianza di civiltà, la stessa della quale si sono nutriti per duemila anni i popoli del nostro Continente. Avere rispetto per le altre religioni, non vuol dire doversi vergognare della propria. Con questa sentenza, vince solo il laicismo dilagante, negazione di ogni cultura e fautore del devastante villaggio globale. Da parte nostra – conclude Musumeci – già da domani inizieremo la distribuzione di Crocefissi a quanti vorranno riaffermare il senso delle proprie radici.»
martedì 27 ottobre 2009
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